Messaggio in una bottiglia 3

Questa volta il messaggio in una bottiglia porta con sé anche un racconto breve: “Le ultime note”.

Mi è venuto di getto, una mattina molto presto, non riuscivo più a dormire, e allora, ripensando all’aria di barbarie fascistoide, che affiora dalla melma in cui si era celata per un po’ di tempo, e spinto anche da vicende personali, ho scritto queste poche pagine riflettendo su ciò che rappresenta la musica e più in generale l’arte e la cultura per noi, esseri umani.

Tutto nasce dalla domanda: perché, distruggere l’espressione artistica, è il primo obiettivo delle dittature e dei regimi totalitari? Nello specifico della musica mi viene da rispondere: perché, da sempre, è la manifestazione per eccellenza della libertà: la più palese esternazione dei propri sentimenti, delle proprie emozioni, perché, attraversando paesi e tradizioni differenti, ha sempre rappresento un veicolo di messaggi culturali. 

Anche in epoche storiche a noi vicine, gli esempi non mancano di quanto siano temuta la libera espressione attraverso musica e scrittura. Dal rogo dei libri nella notte del 10 maggio 1933 in Germania, dove vennero dati alle fiamme decine di migliaia di libri (25mila volumi nella sola Berlino), alla proibizione di tutti quegli stili musicali che intaccavano la “purezza” della musica tedesca perché: negroidi, bolscevichi e giudaici, fino all’emissione delle liste di proscrizionenei confronti della musica “ideologicamente dannosa” nel 1985 in Unione Sovietica, per giungere ai giorni nostri ai divieti del governo talebano per qualsiasi forma di espressione artistica, secoli e secoli di oscurantismo che ha come obiettivo la distruzione di ogni espressione culturale difforme come l’arte e la musica considerate “degenerate” perché espressione di un pensiero libero.

Quindi il nemico primo e la cultura. Perché sveglia il popolo, ridesta le menti delle persone, assopite a causa dell’omologazione mentale ed ideologica. Il sapere ci consente di pensare con la propria testa, di distinguere ciò che è corretto da ciò che non lo è, di possedere una mente critica in grado di giudicare e sostenere un’opinione con cognizione di causa. E questo fa paura.

F.L.

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