Genere: Romanzo naturalistico
Ambientazione: Appennino abruzzese
Temi: lupo, lince, biodiversità, memoria, amicizia, ricerca scientifica
Pubblico: lettori che amano la natura, la montagna e i romanzi di forte intensità emotiva
Pagine: 90
Anno di pubblicazione: 2021
ISBN: 978-88-6827-416-0
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Un giovane ricercatore universitario arriva in un remoto angolo dell’Appennino per studiare la possibilità di reintrodurre la lince, il leggendario lupo cerviero, scomparso da quelle montagne da oltre un secolo. Durante il lavoro sul campo incontra Vladimiro, un anziano montanaro che vive completamente solo in un borgo abbandonato, circondato da boschi, lupi e silenzi.
All’apparenza Vladimiro sembra un uomo semplice, ma dietro il suo carattere schivo si nasconde una cultura sorprendente, costruita in una vita trascorsa a osservare la natura. Tra i due nasce un’amicizia profonda che porterà il giovane ricercatore a mettere in discussione molte delle proprie certezze scientifiche.
Mentre la ricerca della misteriosa lince diventa il filo conduttore della storia, Vladimiro racconta il proprio passato: la guerra, il dopoguerra, il lavoro nel Parco Nazionale d’Abruzzo, un grande amore perduto e una vita interamente dedicata alla tutela della fauna selvatica. Il viaggio attraverso i boschi si trasforma così anche in un viaggio nella memoria, dove la conoscenza nasce dall’incontro tra scienza, esperienza e rispetto per il mondo naturale.
Il suo nome era Vladimiro è un romanzo che intreccia avventura, emozione e divulgazione scientifica, affrontando temi come la biodiversità, la conservazione della fauna, il ritorno dei grandi predatori, il rapporto tra uomo e ambiente e il valore della memoria. È una storia che invita il lettore a guardare la natura con occhi nuovi e a riscoprire quel legame profondo che unisce l’essere umano al paesaggio selvaggio dell’Appennino.
Vladimiro
Anziano naturalista che vive solo in un borgo abbandonato dell’Appennino. Burbero, colto e profondamente legato alla montagna, custodisce una storia segnata dall’amore, dal dolore e dall’impegno per la tutela della fauna selvatica.
Giulio
Giovane ricercatore universitario impegnato nello studio della lince appenninica. L’incontro con Vladimiro mette progressivamente in discussione le sue certezze e gli insegna a unire il rigore della scienza alla conoscenza maturata attraverso l’esperienza.
Carla
Botanica e ricercatrice, conosciuta da Vladimiro durante gli anni trascorsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Donna solare, appassionata e profondamente innamorata della natura, rappresenta il grande amore della sua vita e una presenza decisiva nell’intera vicenda.
Ambientazione
Il romanzo è ambientato nell’Appennino abruzzese, tra faggete secolari, borghi abbandonati, pascoli d’alta quota e vallate selvagge ispirate ai paesaggi delle Montagne della Duchessa. La montagna non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma diventa un vero protagonista della narrazione.
Brani estratti dal libro …
«Amore per la natura, a mio avviso, non è un concetto astratto legato solo alla sua conservazione. Significa odori, suoni, sensazioni profonde. L’emozione di incontrare e osservare un animale selvatico, di vedere le lucciole nel buio del sottobosco, il profilo degli alberi che si staglia contro il cielo stellato di notte, l’aria fresca che ti entra nei polmoni quando apri le finestre di un rifugio, l’odore del sottobosco in autunno. Queste e mille altre sensazioni che pensi di non poter condividere con nessuno, fino al giorno in cui non entri in risonanza con un altro essere umano, che vibra alla tua stessa frequenza.»
Premi e riconoscimenti
Concorso letterario “Un libro amico per l’inverno” Premio giuria lettori









