Come molti di noi, nella vita quotidiana sono abituato a confrontarmi con persone che condividono sensibilità e interessi simili ai miei: l’ambiente, la pace, la democrazia.
Ma quando si parla di natura e di fauna selvatica mi capita spesso di incontrare anche persone molto diverse da me: agricoltori, pastori, cacciatori, che vivono il problema della convivenza con gli animali selvatici in modo diretto e spesso difficile.
Eppure, quasi sempre, il confronto è possibile. Può essere acceso, ma rimane sincero e rispettoso.
Poi ci sono i social.
Qui lo stesso tema si trasforma spesso in qualcosa di completamente diverso: violenza verbale, arroganza, disinformazione. Numeri sparati a caso per sostenere una tesi, slogan gridati, discussioni ridotte a scontro tra tifoserie. Una cosa che, devo dirlo, sta stancando molti.
Parliamo di questioni serie: la conservazione della natura, la biodiversità, il rapporto tra l’uomo e la fauna selvatica. Eppure proprio su questi temi la propaganda e la disinformazione, spesso alimentate da interessi elettorali o speculativi, stanno facendo danni enormi, mettendo in discussione un lavoro di sensibilizzazione costruito in decenni, a partire dagli anni Settanta.
Per questo ho deciso di avviare una serie di incontri pubblici su questi temi, gli stessi che attraversano anche i miei romanzi.
Il primo appuntamento sarà
Libreria Mondadori di Frascati
“Raccontare la natura per imparare a conoscerla e a rispettarla
Tra etica, selvatico e memoria: la letteratura come strumento di consapevolezza ambientale”.
Parleremo di natura, di animali, di paure e di convivenza possibile.
E soprattutto proveremo a farlo con una cosa sempre più rara: ascolto reciproco.

