Messaggio in una bottiglia n°5

VALORI E SIMBOLI

Sono sempre in imbarazzo quando arriva il Natale e l’ultima proposta presentata al Parlamento Europeo, che sterilizza l’augurio di “Buon Natale”, mi sconcerta e mette in risalto le nostre contraddizioni.

Per me, come per moltissime altre persone “non credenti” il Natale ha comunque un valore intrinseco, culturale oltre che emozionale. “So di non sapere” sosteneva Socrate, almeno così racconta Platone. Il paradosso socratico impregna la vita di molti di noi e diventa il movente fondamentale del desiderio di conoscere. Per questo, pur essendo agnostico, il giorno di Natale e i suoi simboli conservano per me un significato che va oltre il valore puramente religioso. Il presepe ad esempio, simbolo delle nostre radici pastorali e contadine, ma anche della rivoluzione francescana contro un clero sempre più lontano dai valori etici cristiani. Perché in fondo la nostra storia, in qualsiasi epoca e a prescindere dal credo religioso, è impregnata dei valori originali dell’etica cristiana. Il fatto che poi “uomini di potere” li abbiano distorti e utilizzati per i loro interessi e un fatto che non ne scalfisce l’originario valore.

Per questo, se credete che Cristo sia il figlio di Dio o se pensate che sia stato solamente un profeta oppure, che riteniate che rappresenti uno dei primi rivoluzionari, che con un messaggio potente basato sull’eguaglianza tra gli uomini: “ama il prossimo tuo come te stesso”, abbia innescato la miccia che ha fatto, nel tempo, esplodere un sistema sociale fondato anche sulla schiavitù, allora, in tutti questi casi, BUON NATALE!

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